Lemonade (Beyoncé)

Lemonade
Beyoncé - Lemonade.png
Screenshot tratto dal cortometraggio. Lo stesso utilizzato per la copertina dell'album
ArtistaBeyoncé
Tipo albumStudio
Pubblicazione23 aprile 2016
(vedi date di pubblicazione)
Durata45:59 (CD)
65:22 (DVD)
Dischi2
Tracce12
GenereContemporary R&B[1]
Art pop[2]
EtichettaParkwood, Columbia
ProduttoreBeyoncé (exec.), Kevin Garrett, Diplo, Ezra Koenig, Jack White, Wynter Gordon, Kevin Cossom, MeLo-X, Danny Boy Styles, Ben Billions, Boots, Mike Dean, Vincent Berry II, James Blake, Jonathan Coffer, Just Blaze, Mike Will Made It
FormatiCD+DVD, download digitale, streaming
Certificazioni
Dischi d'oroBelgio Belgio[3]
(vendite: 15 000+)
Italia Italia[4]
(vendite: 25 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[5]
(vendite: 7 500+)
Polonia Polonia[6]
(vendite: 10 000+)
Svizzera Svizzera[7]
(vendite: 10 000+)
Dischi di platinoAustralia Australia[8]
(vendite: 70 000+)
Brasile Brasile[9]
(vendite: 40 000+)
Canada Canada (2)[10]
(vendite: 160 000+)
Danimarca Danimarca[11]
(vendite: 20 000+)
Regno Unito Regno Unito[12]
(vendite: 300 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (3)[13]
(vendite: 3 000 000+)
Svezia Svezia[14]
(vendite: 30 000+)
Beyoncé - cronologia
Album precedente
(2013)
Logo
Logo del disco Lemonade
Singoli
  1. Formation
    Pubblicato: 6 febbraio 2016
  2. Sorry
    Pubblicato: 3 maggio 2016
  3. Hold Up
    Pubblicato: 12 maggio 2016
  4. Freedom
    Pubblicato: 9 settembre 2016
  5. Daddy Lessons
    Pubblicato: 20 novembre 2016
  6. All Night
    Pubblicato: 2 dicembre 2016

Lemonade è il sesto album in studio della cantante statunitense Beyoncé, pubblicato il 23 aprile 2016 dalla Parkwood Entertainment e dalla Columbia Records.[15]

Riconosciuto con tre candidature ai Grammy Awards 2017, tra cui all'album dell'anno, vincendo come miglior album urban contemporary,[16] si tratta del secondo visual album della cantante, seguendo il suo album omonimo del 2013, ed è un concept album.[17] È risultato essere il più venduto del 2016 secondo IFPI,[18] ricevendo l'elogio da parte della critica musicale internazionale, conseguendo candidature alle principali premiazioni, ottenendo un Soul Train Music Award, un BET Award e un NAACP Image Award.[19][20][21] Il film correlato all'album ha ottenuto il sostegno della critica, ottenendo due candidature agli Emmy Award, ottenendo un Black Reel Awards e un MTV Video Music Awards.

Tra i singoli principali estratti dall'album vi sono Formation, Sorry, Hold Up e Freedom, ispirati a tematiche legate al razzismo verso la comunità afroamericana, il femminismo e la fedeltà coniugale.[22][23][24]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lemonade si prefigge l'obiettivo di smuovere nelle donne afroamericane un sentimento di auto-conoscenza e guarigione, in linea con il movimento femminista promosso dalla cantante già negli scorsi album.[15] Lemonade è un album contemporary R&B,[1] influenzato da un maggior numero di altri generi rispetto al precedente album Beyoncé: vi sono infatti elementipop, blues, rock, hip hop, soul, funk, country, gospel e trap;[25][26][27] vi sono inoltre campionamenti e interpolazioni di un certo numero di brani hip hop e rock.[28] Include delle collaborazioni tra James Blake, Kendrick Lamar, The Weeknd e Jack White.[29]

Il titolo dell'album è stato ispirato dalla nonna di Beyoncé, Agnez Deréon, così come la nonna del suo marito Jay-Z, Hattie Bianco. Al termine del brano Freedom, è possibile ascoltare una registrazione audio di Bianco in occasione del suo novantesimo compleanno, avvenuto nel dicembre 2015. Durante il discorso, Hattie dice «ho avuto i miei alti e bassi, ma ho sempre trovato la forza interiore per tirarmi su di morale. Mi sono stati offerti dei limoni, ma ho fatto una limonata.»[30]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Registrato tra giugno 2014 e luglio 2015, l'album è stato scritto in più fasi, con l'idea principale che canzone corrispondesse ad un frammento degli undici capitoli che si possono vedere nel film Lemonade.[31][32] Beyoncé ha coinvolto numerosi produttori e autori, tra cui Diplo, Ezra Koenig, Jack White, Mike Will Made It, Just Blaze e MeLo-X.[33] Quest'ultimo ha raccontanto il processo di produzione e scrittura con Beyoncé, dichiarando:[34]

«[Beyoncé] ha un modo di creare che non ho mai visto prima come artista. Produce, modifica e arrangia i brani in modi a cui io non avrei mai pensato. [...] Si occupa di tutto. Dà indicazioni su tutto ed è molto coinvolta nell'intero processo. È stimolante vedere un'artista di quel livello capace di avere un occhio per certe sfumature e un orecchio critico»

(MeLo-X)

Il processo è iniziato al Record Plant di Los Angeles per un mese, poi si sono presi una pausa e successivamente il team si è trasferito a Parigi, in Francia, per 45 giorni. Il team ha alloggiato in un hotel e ha allestito due studi in due camere d'albergo diverse, uno per Beyoncé e uno per il marito Jay-Z. Il rapper ha raccontato come lui e la moglie abbiano registrato musica sia separatamente che insieme, descrivendola come «l'uso della nostra arte quasi come una sessione di terapia» dopo la crisi coniugale che ha attraversato la coppia.[35][36] La musica che Beyoncé ha registrato separatamente è stata inserita nel suo progetto solista Lemonade ed è stata pubblicata per prima.[37] L'album è stato seguito dal progetto del marito 4:44 (2017) e infine dall'album collaborativo dei coniugi Everything Is Love (2018), rilasciato sotto il nominativo The Carters.[38][39]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

L'album è stato reso disponibile per lo streaming il 23 aprile attraverso il servizio di streaming Tidal, che Beyoncé detiene, e pubblicato con acquisto attraverso il servizio il giorno successivo. È stato poi pubblicato per l'acquisto sui servizi Amazon.com e iTunes Store il 25 aprile e presso i rivenditori fisici il 6 maggio. L'album è stato ampiamente acclamato dalla critica, che hanno elogiato come il lavoro più audace e più artigianale album della cantante fino ad allora. L'album ha esordito alla prima posizione della Billboard 200 con 653 000 copie vendute nel corso della prima settimana di vendite, segnando il più alto debutto mai registrato dalla cantante negli Stati Uniti d'America.[40]

Dall'album sono stati estratti sei singoli: Formation, Sorry, e Freedom, Daddy Lessons e All Night. Nel mese di aprile 2016 Beyoncé ha intrapreso il suo tour mondiale per promuovere l'album.[41] L'intero progetto è stato promosso dalThe Formation World Tour, avvenuto dall'aprile e all'ottobre 2016 tra Nord america ed Europa.[42]

Il 7 febbraio 2016 Beyoncé ha eseguito il primo singolo Formation durante l'halftime show del Super Bowl 50 come parte della sua apparizione come ospite all'evento guidato dai Coldplay.[43] Beyoncé ha eseguito Freedom con Kendrick Lamarr come numero di apertura a sorpresa ai BET Awards il 27 giugno successivo.[44] Agli MTV Video Music Awards 2016 del 28 agosto, Beyoncé si è esibita in un medley di sedici minuti di Pray You Catch Me, Hold Up, Sorry, Don't Hurt Yourself e Formation, includendo anche intermezzi dei dialoghi presenti nel film Lemonade.[45] Il 19 ottobre Beyoncé ha eseguito 6 Inch e All Night al concerto di beneficenza Tidal X al Barclays Center di Brooklyn, New York City.[46] Il 2 novembre Beyoncé ha eseguito Daddy Lessons con le Dixie Chicks al 50° Country Music Association Awards, pubblicando in seguito la registrazione audio della performance in tutte le piattaforme, divenendo il primo brano presente al di fuori delle piattaforme ITunes e Tidal.[47] Alla 59° edizione dei Grammy Awardsdel 12 febbraio 2017, Beyoncé ha eseguito Love Drought e Sandcastles.[48]

Il film[modifica | modifica wikitesto]

L'album è stato accompagnato dall'omonimo mediometraggio di 60 minuti trasmesso da HBO il 23 aprile 2016 e ha avuto più di 787 000 visualizzatori.[49][50] Il cortometraggio dispone di undici capitoli chiamati: Intuizione, Diniego, Rabbia, Apatia, Vuoto, Responsabilità, Riformazione, Perdono, Resurrezione, Speranza e Redenzione.[51] Il film utilizza poesia e prosa scritte dall'espatriata poetessa somala Warsan Shire; le sue poesie che ha adattato erano The Unbearable Weight of Staying, Dear Moon, How to Wear Your Mother's Lipstick, Nail Technician as Palm Reader e For Women Who Are Difficult to Love.[52][53] Il film include le apparizioni delle Ibeyi, Laolu Senbanjo, Amandla Stenberg, Quvenzhané Wallis, Chloe x Halle, Zendaya, e Serena Williams.[54]

L'album tocca anche le istanze rappresentate dal movimento Black Lives Matter. Le madri di Trayvon Martin (Sybrina Fulton), Michael Brown (Lesley McFadden) e Eric Garner (Gwen Carr) appaiono in alcune scene mentre mostrano le foto dei loro figli deceduti.[55][24] Il film ha ottenuto quattro candidature per le Primetime Emmy Awards, tra cui l'Outstanding Variety Special e l'Outstanding Directing for a Variety Special (categorie nelle quali è stata candidata anche la cantante).[56]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di giugno 2016 il regista Matthew Fulks ha denunciato Beyoncé, Sony, Columbia e Parkwood Entertainment per gli elementi copiati dal suo cortometraggio, Palinoia, per Lemonade. L'azione legale si rivolge in particolare per il trailer della HBO. Fulks sostiene che gli esecutivi e creativi coinvolti in Lemonade erano a conoscenza del suo lavoro e avevano accesso a Palinoia, aggiungendo che è stato precedentemente contattato per l'opportunità di dirigere un video da parte del gruppo musicale MS MR e le sue clip – incluso Palinoia – sono state inviate a varie persone dell'etichetta, tra cui il frequente direttore di Beyoncé, Bryan Younce. Fulks inoltre ha affermato che nel luglio 2015 Younce lo ha invitato a presentare un trattamento video da Columbia per una considerazione. Le riprese di Lemonade cominciarono cinque mesi più tardi.[57] La causa è stata successivamente respinta dal giudice federale di New York Jed S. Rakoff, schierandosi con l'imputato.[58]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AnyDecentMusic?[59] 8.7/10
Entertainment Weekly[60]
Pitchfork[61]
Pretty Much Amazing[62]
Rolling Stone[63]
Slant Magazine[64]
Spin[65]
The Daily Telegraph[66]
The Guardian[67]

Lemonade ha ricevuto ampi consensi dalla critica specializzata. AllMusic scrive «i momenti catartici e struggenti qui risuonano in una maniera possibile da esprimersi solo a pochi contemporanei a Beyoncé»".[68] Greg Tate di Spin ha scritto che l'album «è degno da rendere Beyoncé erede di Michael Jackson e Prince».[69] Secondo la rivista The Guardian, Lemonade «si prospetta al successo», mentre Beyoncé risulta «genuina e imperiale».[70] Il Daily Telegraph ha definito l'album come il più forte della cantante e «dimostra che c'è una linea sottile tra amore e odio»,[71] mentre il New York Times ha elogiato la voce della cantante e il suo coraggio nel parlare di argomenti di attualità, notando come l'album non sia obbligato a formati radiofonici o da poter essere racchiuso da un solo singolo.[72]

Il Chicago Tribune ha spiegato che i «progressi artistici» nell'album sembrano «leggeri» in contrasto con i relativi aspetti «personali, crudi e di rielaborazione», dove è venuto fuori come un unico pezzo «chiaramente concepito»; la rivista ha trovato inoltre significativa la «visione unificante» per cui si presta ad essere «un guazzabuglio graziosamente confezionato».[73] Secondo BBC, Beyoncé è diventata un artista di album, con una fascia che si estende di là del gioco radiofonico.[74]

Rolling Stone ha considerato l'album il migliore del 2016, mettendolo alla prima posizione della lista ufficiale.[75] Il New Musical Express l'ha invece inserito all'undicesima posizione della lista dei migliori album dell'anno.[76]

La rivista Consequence lo ha definito il miglior album degli anni 2010.[77]

Impatto[modifica | modifica wikitesto]

Industria musicale[modifica | modifica wikitesto]

A Lemonade è stato attribuito il merito di aver rilanciato il concetto di album in un'epoca dominata dai singoli e dallo streaming, e di aver reso popolare la pubblicazione di album con film di accompagnamento.[24][72] Jamieson Cox di The Verge ha definito il progetto discografico come «il punto di arrivo di un lento spostamento verso album pop coesi ed egocentrici», scrivendo che «sta stabilendo un nuovo standard per la narrazione pop alla massima scala possibile».[78] Megan Carpentier del The Guardian ha scritto che Lemonade ha «quasi fatto rivivere il formato dell'album» come «un'opera immersiva, densamente strutturata su larga scala» che può essere ascoltata solo nella sua interezza.[79] Katherine Schulten del The New York Times ha confermato la tesi su Lemonade, chiedendosi: «Come si fa a parlare della continua evoluzione del video musicale e dell'album autobiografico senza additare Lemonade come un esempio di entrambe le forme?».[80] Joe Coscarelli, per la medesima rivista, descrive come «alcuni artisti di fama stiano seguendo l'esempio di Beyoncé con mini-film ad alto concetto che possono aggiungere peso artistico ai progetti", con Endless di Frank Ocean e Please Forgive Me di Drake citati come esempi di progetti e artisti ispirati a Lemonade.[81]

L'uso di vari generi musicali da parte di Beyoncé nell'album è stato accreditato come il primo precedente per la musica che trascende i generi.[82][83] Tra i generei è stato sottolineato come l'artista abbia riportato la musica country alla comunità afroamericana, rianimando la cultura dei cowboy neri attraverso la musica.[84][85] Don't Hurt Yourself è stato attribuito al recupero del rock da parte delle donne di colore; Brittany Spanos per Rolling Stone ha scritto che «a reimmaginazione di ciò che il rock può essere e di chi può cantarlo da parte di Beyoncé e delle sue coetanee superstar sta dando al genere una seconda vita - e potrebbe essere ciò che lo può salvare».[86] Danielle Koku del The Guardian ha affermato che Lemonade ha favorito il ritorno della musica afroamericana nella musica pop.[87]

Il progetto ha influenzato numerosi artisti, tra cui Alicia Keys,[88] Solange,[88] Fiona Apple,[89] Cardi B,[90] Snoop Dogg,[91] Shania Twain,[92] Little Mix.[93] Ai Grammy Awards del 2017, Adele ha dedicato il suo premio per l'album dell'anno a Beyoncé: «L'artista della mia vita è Beyoncé, l'album Lemonade, è semplicemente così monumentale»..[94] In un'intervista del 2021 a Vogue, Adele ha affermato che Beyoncé avrebbe dovuto vincere il suddetto premio al posto suo. Dopo lo show, si è recata nel camerino di Beyoncé e «le ha detto che il modo in cui funzionano i Grammy, e le persone che li controllano ai vertici, non sanno cosa sia un album visivo. Non vogliono sostenere il modo in cui lei sta portando avanti le cose con le sue pubblicazioni e i temi di cui parla». Ha proseguito affermando che «per le sue amiche che sono donne di colore, Lemonade è stato un riconoscimento enorme per loro, del dolore minato che vivono giornalmente».[95]

Cinema, teatro, videogame e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Misha Green, creatore della serie televisiva Lovecraft Country - La terra dei demoni del 2020, ha descritto come l'album abbia ispirato la direzione e il flusso della colonna sonora dello show, dicendo: «Quello che Beyoncé ha fatto in Lemonade, inserendo le poesie e portandoci in questo collage di viaggio, non era solo musica e immagini. Si trattava anche di parole e di usare davvero quelle parole come colonna sonora».[96] Bill Condon, regista del film La bella e la bestia (2017), ha dichiarato che le immagini di Lemonade lo hanno ispirato per il film: «Se si guarda il brillante film di Beyoncé, Lemonade, si comprende come questo genere sta assumendo così tante forme diverse. [...] Penso che questo 'musical tradizionale' che ripropone la cantante, molto vecchio stile, sia qualcosa che la gente capisce di nuovo e vuole davvero».[97]

La produzione del Royal National Theatre del 2018 di Antonio e Cleopatra di William Shakespeare presentava un costume ispirato a Lemonade. La costumista Evie Gurney che ha descritto come volesse tracciare un parallelo tra Cleopatra e Beyoncé, in quanto quest'ultima è «una donna sotto gli occhi del pubblico che è stata soggetta a un sacco di controlli [e] in realtà ha creato una piattaforma per se stessa per riprendersi la narrazione della propria storia, ed è stato uno straordinario atto di potere».[98] Il personaggio di Caterina d'Aragona nel musical Six , prodotto nel West End e a Broadway è stato apertamente ispirato da Lemonade.[99][100] Lo spettacolo Hole di Ellie Kendrick del 2018 al Royal Court Theatre di Londra è stato descritto dai suoi registi come «una versione teatrale dell'album Lemonade di Beyoncé", come un'opera d'arte sul femminismo e sull'oppressione storica delle donne.[101]

Un videogioco del 2017 intitolato Lemonade Rage è stato creato in omaggio a Lemonade e al video musicale di Hold Up.[102] La copertina del fumetto Capitan America della Marvel Comics del 2017 ha reso omaggio al video musicale di Formation, con il suo illustratore che ha dichiarato: «Capitan America è un fumetto che parla di rappresentazione, femminismo e lotta per ciò che è giusto. Non potrei pensare a un parallelo migliore di Beyoncé».[103]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

American Music Award
  • 2016 – Candidatura al miglior album soul/R&B[104]
BET Awards
  • 2017 – Album dell'anno[21]
Billboard Music Awards
Danish Music Awards
  • 2016 - Candidatura all'album internazionale dell'anno[106]
Grammy Award
NAACP Image Award
  • 2017 – Album dell'anno[20]
NME Awards
  • 2017 – Candidatura al miglior album[107]
Soul Train Music Award
  • 2016 – Album dell'anno[19]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

CD
  1. Pray You Catch Me – 3:16 (Kevin Garrett, Beyoncé Knowles, James Blake)
  2. Hold Up – 3:41 (Thomas Wesley Pentz, Ezra Koenig, Beyoncé Knowles, Emile Haynie, Joshua Tillman, Uzoechi Emenike, Sean Rhoden P/K/A Melo-X, Doc Pomus, Mort Shuman, DeAndre Way, Antonio Randolph, Kelvin McConnell, Brian Chase, Karen Orzolek, Nick Zinner)
  3. Don't Hurt Yourself (featuring Jack White) – 3:54 (Jack White, Beyoncé Knowles, Diana "Wynter" Gordon, James Page, Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham)
  4. Sorry – 3:53 (Diana Gordon, Sean Rhoden P/K/A Melo-X, Corey Jackson Carter, Beyoncé Knowles)
  5. 6 Inch (featuring The Weeknd) – 4:20 (Abel Tesfaye, Beyoncé Knowles, Danny Schofield, Benjamin "Ben Billions" Diehl, Terius Nash, Ahmad Balshe, Boots, David Portner, Noah Lennox, Brian Weitz, Burt Bacharach, Hal David)
  6. Daddy Lessons – 4:48 (D. Gordon, Beyoncé Knowles, Kevin Cossom, Alex Delicata)
  7. Love Drought – 3:57 (Mike Dean, Ingrid Burley, Beyoncé Knowles)
  8. Sandcastles – 3:03 (Vincent Berry II, Beyoncé Knowles, Malik Yusef, Midian Mathers)
  9. Forward (featuring James Blake) – 1:19 (James Blake, Beyoncé Knowles)
  10. Freedom (featuring Kendrick Lamar) – 4:50 (Jonathan Coffer, Knowles, Carla Marie Williams, Dean McIntosh, Kendrick Duckworth, Frank Tirado, Alan Lomax, John Lomax, Sr.)
  11. All Night – 5:22 (Thomas Wesley Pentz, Knowles, Timothy Thomas, Theron Thomas, Ilsey Juber, Akil King, Jaramye Daniels, Andre Benjamin, Patrick Brown, Antwan Patton, Ricky Anthony)
  12. Formation – 3:26 (Khalif Brown, Jordan Frost, Ashton Hogan, Michael Len Williams II, Beyoncé Knowles)
DVD
  1. Lemonade – 65:22

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, Lemonade ha esordito al primo posto della Billboard 200, con 653.000 unità equivalente ad album, di cui 485.000 sono state vendite di album fisici, divenendo il progetto discografico con le vendite più alte dell'anno nella settimana di apertura per un artista femminile. Beyoncé ha battuto il record precedentemente stabilito con DMX, diventando la prima artista nella storia della classifica a far debuttare i suoi primi sei album in studio al primo posto della classifica.[108] Nella stessa settimana, Beyoncé è diventata la prima artista femminile a piazzare contemporaneamente dodici o più canzoni nella Billboard Hot 100, con ogni canzone dell'album che ha esordito in classifica.[109] Lemonade è stato certificato platino dalla Recording Industry Association of America nel giugno 2016. Secondo il rapporto di fine anno 2016 di Nielsen SoundScan, ha venduto 1.554.000 copie e 2.187.000 unità equivalenti all'album negli Stati Uniti.[110] In concomitanza alla pubblicazione dell'album Homecoming: The Live Album del 2019, Lemonade è stato reso disbonibile in tutte le piattaforme di streaming musicale.[111] Entrambi i progetti hanno esordito nella top10 della Billboard 200, il primo al numero 4 rientrando mentre il secondo alla posizione numero nove, seguiti dal rientro in classifica anche di I Am... Sasha Fierce (2009) e Beyoncé (2013).[112]

Nel Regno Unito l'album ha debuttato al primo posto della Official Charts vendendo 73.000 unità equivalente ad album nella prima settimana di pubblicazione, segnando la più grande cifra mai raggiunta da un album al primo posto da quando la classifica ha iniziato a includere lo streaming.[113] L'album ha segnato il terzo numero uno in classifica per la cantante e tutti i brani dell'album hanno inoltre esordito nella top 100 della Official Singles Chart, con un totale di 174.8 milioni di stream raccolti nel Paese.[114] L'album ha inoltre debuttato alla prima posizione in Canada e Australia.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2016) Posizione
Australia[126] 3
Belgio (Fiandre)[127] 9
Belgio (Vallonia)[128] 71
Brasile[129] 2
Canada[130] 10
Danimarca[131] 75
Francia[132] 130
Germania[133] 70
Islanda[134] 48
Italia[135] 64
Nuova Zelanda[136] 9
Paesi Bassi[137] 13
Polonia[138] 72
Regno Unito[139] 11
Spagna[140] 42
Stati Uniti[141] 4
Svezia[142] 33
Svizzera[143] 32
Classifica (2017) Posizione
Australia[144] 15
Belgio (Fiandre)[145] 95
Stati Uniti[146] 71
Classifica (2019) Posizione
Belgio (Fiandre)[147] 95
Islanda[148] 32
Paesi Bassi[149] 13
Classifica (2020) Posizione
Belgio (Fiandre)[150] 172
Islanda[151] 90

Date di pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Paese Data di pubblicazione Formato Etichetta
America del Nord 23 aprile 2016[152] Streaming Parkwood
24 aprile 2016[153] Download digitale Parkwood, Columbia
Mondo 25 aprile 2016[154]
Stati Uniti d'America 6 maggio 2016[155] CD+DVD

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Carl Wilson, Lemonade, the Aural Album, su Slate, 25 aprile 2016. URL consultato il 6 agosto 2017.
  2. ^ (EN) Marc Hogan, Exit Music: How Radiohead's OK Computer Destroyed the Art-Pop Album in Order to Save It, su Pitchfork. URL consultato il 9 maggio 2020.
    «There were still great art-pop albums, but, increasingly, they weren't necessarily rock albums. Across the last 20 years, monumental rap, R&B, and pop records like D'Angelo's Voodoo, Kanye West’s My Beautiful Dark Twisted Fantasy, and Beyoncé's Lemonade have filled the void of full-length statements with both artistic seriousness and mass appeal that was formerly largely occupied by guitar bands»
  3. ^ (NL) GOUD EN PLATINA - albums 2016, su Ultratop. URL consultato il 17 ottobre 2016.
  4. ^ Lemonade (certificazione), su FIMI. URL consultato il 20 aprile 2020.
  5. ^ (EN) Official Top 40 Albums - 13 June 2016, su The Official NZ Music Charts. URL consultato il 14 giugno 2016.
  6. ^ (PL) bestsellery i wyróżnienia, su Związek Producentów Audio-Video. URL consultato il 23 marzo 2021.
  7. ^ (DE) Edelmetall, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 5 luglio 2017.
  8. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 2016 Albums, su Australian Recording Industry Association. URL consultato il 9 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2020).
  9. ^ (PT) Beyonce – Certificados, su Pro-Música Brasil. URL consultato il 26 aprile 2021.
  10. ^ (EN) Lemonade – Gold/Platinum, su Music Canada. URL consultato il 26 aprile 2021.
  11. ^ (DA) Lemonade, su IFPI Danmark. URL consultato il 19 luglio 2022.
  12. ^ (EN) Lemonade, su British Phonographic Industry. URL consultato il 9 settembre 2016.
  13. ^ (EN) Beyonce - Lemonade – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 3 luglio 2019.
  14. ^ (SV) Beyoncé – Sverigetopplistan, su Sverigetopplistan. URL consultato il 3 gennaio 2022.
  15. ^ a b (EN) Joe Coscarelli, Beyoncé Releases Surprise Album 'Lemonade' After HBO Special, su The New York Times, 23 aprile 2016. URL consultato il 28 luglio 2016.
  16. ^ a b c d (EN) Read Beyoncé's Grammy Award Acceptance Speech, su Time. URL consultato il 18 luglio 2022.
  17. ^ (EN) Beyonce's 'Lemonade' tops Billboard, Prince reigns on album chart, su MSN. URL consultato il 10 agosto 2016.
  18. ^ (EN) Dan Rys, Beyonce's 'Lemonade' Highest-Selling Album Globally in 2016; Drake Lands Top Song: IFPI, su Billboard, 25 aprile 2017. URL consultato il 18 luglio 2022.
  19. ^ a b (EN) Adelle Platon, Erykah Badu Returns to Host the 2016 Soul Train Music Awards as Drake, Beyonce Lead Nominations, su Billboard, 12 ottobre 2016. URL consultato il 18 luglio 2022.
  20. ^ a b (EN) Hilary Lewis, Arlene Washington, 2017 NAACP Image Award Winners: Complete List, su The Hollywood Reporter, 10 febbraio 2017. URL consultato il 18 luglio 2022.
  21. ^ a b (EN) Here Is the Complete List of BET Awards 2017 Winners, su Billboard, 25 giugno 2017. URL consultato il 18 luglio 2022.
  22. ^ (EN) Beyoncé's Lemonade is #blackgirlmagic at its most potent, su The Guardian, 24 giugno 2016. URL consultato il 18 luglio 2022.
  23. ^ (EN) Treva Lindsey, Beyoncé's "Lemonade" Isn't Just About Cheating, It's About Black Sisterhood, su Cosmopolitan, 27 aprile 2016. URL consultato il 18 luglio 2022.
  24. ^ a b c (EN) Omise'eke Natasha Tinsley, Beyoncé's Lemonade Is Black Woman Magic, su Time. URL consultato il 30 settembre 2016.
  25. ^ (EN) Beyoncé's Lemonade pushes pop music into smarter, deeper places, su The A.V. Club. URL consultato il 28 aprile 2016.
  26. ^ (EN) Beyoncé's Lemonade: EW Review, su Entertainment Weekly. URL consultato il 28 aprile 2016.
  27. ^ (EN) Beyoncé - Lemonade, su The 405. URL consultato il 28 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2016).
  28. ^ (EN) Beyonce's 'Lemonade': A Guide to Samples and Interpolations, su Rolling Stone. URL consultato il 10 agosto 2016.
  29. ^ (EN) Dorian Lynskey, Beyoncé's Lemonade is an object lesson in collaboration, su The Guardian, 28 aprile 2016. URL consultato il 28 luglio 2022.
  30. ^ (EN) Brittney Stephens, Here's Why Beyoncé Titled Her New Album Lemonade, su POPSUGAR. URL consultato il 30 settembre 2016.
  31. ^ (EN) Engineering the Sound: Beyoncé's 'Lemonade', su Happy Mag, 20 dicembre 2019. URL consultato il 28 luglio 2022.
  32. ^ Mike Wass, MNEK On ‘Language,’ Representation & Working With Beyoncé: Interview, su Idolator, 27 novembre 2018. URL consultato il 28 luglio 2022.
  33. ^ (EN) David Peisner, Making 'Lemonade': Inside Beyonce's New Masterpiece, su Rolling Stone, 28 aprile 2016. URL consultato il 28 luglio 2022.
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